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Cosa scegliere dopo la Laurea in Ingegneria o Architettura: il Corso Dirextra per Entrare nel Mondo degli Appalti Pubblici

Cosa scegliere dopo la Laurea in Ingegneria o Architettura: il Corso Dirextra per Entrare nel Mondo degli Appalti Pubblici

Cosa fare dopo la laurea in Ingegneria o Architettura? È il bivio davanti a cui si trova ogni neolaureato del settore tecnico: proseguire con la magistrale o il dottorato, sostenere l'Esame di Stato per l'abilitazione e l'iscrizione all'Albo, oppure entrare subito nel mondo del lavoro puntando su una specializzazione operativa. La domanda è tutt'altro che banale, perché il percorso accademico italiano forma ottimi progettisti sul piano teorico, ma raramente prepara alle competenze pratiche che le imprese di costruzioni cercano davvero: gestione della commessa, direzione tecnica di cantiere, pianificazione dei lavori, conoscenza operativa degli appalti pubblici.

In un articolo precedente abbiamo affrontato cosa fare dopo il diploma di Geometra; oggi spostiamo lo sguardo sui laureati in Ingegneria e Architettura, una platea con esigenze e prospettive diverse. Vedremo quali strade si aprono dopo la laurea, perché il mondo degli appalti pubblici rappresenta oggi uno sbocco particolarmente solido, e come il Corso Ingegnere di Cantiere negli Appalti Pubblici di Dirextra colmi quella distanza tra preparazione accademica e competenze richieste dal mercato.

Le strade dopo la laurea: magistrale, abilitazione o ingresso nel lavoro

Il primo nodo da sciogliere riguarda la direzione generale da imprimere alla propria carriera. Per chi ha una laurea triennale, la scelta più immediata è la laurea magistrale, che approfondisce la formazione progettuale e apre alle competenze di calcolo strutturale e progettazione avanzata. È la strada naturale per chi punta alla progettazione o alla ricerca, ma richiede due anni aggiuntivi e non garantisce di per sé l'ingresso operativo nel mondo delle costruzioni.

Una seconda strada è l'Esame di Stato per l'abilitazione alla professione di Ingegnere o Architetto, seguito dall'iscrizione all'Albo (Sezione B per i triennalisti, Sezione A per i magistrali). L'abilitazione consente di firmare progetti, assumere incarichi di progettazione e direzione lavori in autonomia, esercitare la libera professione. È il percorso classico per chi vuole entrare in uno studio professionale, ma comporta i tempi e i costi tipici dell'avvio di un'attività autonoma, in un mercato sempre più competitivo.

La terza strada è l'ingresso diretto nelle imprese di costruzioni, in particolare quelle che operano su grandi opere pubbliche in Italia e all'estero. È una via che offre prospettive economiche e di carriera spesso superiori, almeno nei primi anni, rispetto alla libera professione, ma che richiede un presupposto: arrivare al colloquio con competenze operative concrete, non solo con il bagaglio teorico della laurea.

Quanto è richiesto oggi l'ingegnere di cantiere negli appalti pubblici

Il mondo degli appalti pubblici sta vivendo una fase di domanda di personale qualificato senza precedenti. La spinta degli interventi finanziati dal PNRR, il rilancio degli investimenti in infrastrutture, la transizione energetica del patrimonio edilizio pubblico hanno generato un fabbisogno occupazionale che le imprese faticano a coprire. Servono tecnici capaci di gestire commesse complesse, e servono in fretta.

Per un neolaureato questo si traduce in un'opportunità concreta. Le imprese che operano nelle grandi opere cercano oggi figure capaci di seguire l'intero ciclo della commessa: dalla pianificazione dei lavori alla gestione economica, dall'ufficio gare al coordinamento BIM, fino alla direzione tecnica del cantiere. Sono ruoli che offrono retribuzioni competitive già all'ingresso e percorsi di crescita rapidi, che possono portare in pochi anni a posizioni di responsabilità come Direttore Tecnico di Cantiere, Project Manager di commessa o BIM Manager.

A questo si aggiunge una dimensione che molti neolaureati sottovalutano: la mobilità internazionale. Le grandi general contractor italiane operano su cantieri in tutto il mondo, e un tecnico con la giusta preparazione può costruirsi fin da subito una carriera su scala globale, accumulando un'esperienza difficilmente replicabile in altri percorsi.

Il gap tra università e impresa: cosa manca al neolaureato

Chi esce dall'università in Ingegneria o Architettura ha solitamente una solida preparazione teorica: scienza e tecnica delle costruzioni, fisica tecnica, progettazione, topografia. Quello che il percorso accademico fornisce di rado è invece la dimensione operativa e gestionale del cantiere di opera pubblica, che è proprio ciò di cui un'impresa ha bisogno fin dal primo giorno.

Un neolaureato che voglia inserirsi in azienda dovrebbe saper leggere e gestire una gara d'appalto pubblica secondo il D.Lgs. 36/2023, comprendere il funzionamento della qualificazione SOA, impostare un budget di commessa, utilizzare un software di pianificazione professionale come Primavera P6, gestire le varianti in corso d'opera, padroneggiare i fondamenti del Project Management. A queste si aggiunge oggi la competenza più richiesta in assoluto: il BIM (Building Information Modeling), divenuto obbligatorio negli appalti pubblici, che richiede di conoscere la normativa ISO 19650 e di saper utilizzare software come Revit, Navisworks e Solibri. Sono competenze che raramente trovano spazio nei piani di studio universitari, e che fanno la differenza tra un curriculum che resta nel cassetto e uno che porta a un colloquio.

Il Corso Ingegnere di Cantiere negli Appalti Pubblici: cosa sai fare al termine

Il Corso Ingegnere di Cantiere negli Appalti Pubblici di Dirextra è un percorso di specializzazione di 120 ore pensato proprio per colmare questa distanza. È rivolto a ingegneri (civili, edili, meccanici, elettrici, gestionali) e architetti con laurea triennale o magistrale, con età massima di 35 anni, che vogliono costruirsi una carriera nelle imprese di costruzioni operanti su grandi opere pubbliche.

Più che un elenco di materie, conta ciò che si è in grado di fare al termine. Chi completa il percorso sa leggere e gestire una gara d'appalto pubblica dall'avvio fino all'aggiudicazione e alla stipula del contratto, sa impostare e controllare un budget di commessa, sa costruire un cronoprogramma utilizzando operativamente il software Primavera P6, sa gestire le varianti e le riserve in corso d'opera, sa applicare i fondamenti del Project Management (risorse umane, qualità, rischio, procurement) e sa muoversi nella metodologia BIM — dalla normativa ISO 19650 alla modellazione su Revit, fino al coordinamento su Navisworks e Solibri e alle dimensioni 4D, 5D e 6D.

In altre parole, il corso trasforma una preparazione teorica in un profilo operativo immediatamente spendibile per i ruoli che le imprese cercano: Direttore Tecnico di Cantiere, Planner, addetto al Controllo di Gestione, addetto all'Ufficio Gare, BIM Coordinator. Il formato è interamente in videoregistrazione asincrona, con accesso ai materiali per 6 mesi e possibilità di rivedere le lezioni quante volte si desidera: una soluzione adatta a chi sta concludendo gli studi o muove i primi passi nel lavoro.

Certificazioni e inserimento nel mondo del lavoro

Al termine del percorso Dirextra rilascia un attestato di qualifica in "Ingegneri di Impresa Costruzioni di Grandi Opere Pubbliche", accompagnato da certificazioni professionali spendibili anche in ambito internazionale, tra cui crediti validi per i percorsi di certificazione PMI (Project Management), Primavera P6 e BIM Coordinator/BIM Manager Accredia. La scuola è accreditata presso il CPD Service di Londra, uno dei principali organismi internazionali di certificazione della formazione continua.

L'elemento più rilevante per un neolaureato è però il collegamento diretto con il mercato del lavoro. Il corso è realizzato con il sostegno di grandi imprese di costruzioni, multinazionali e non, con sede in Italia e operative in tutto il mondo, che hanno l'obiettivo di assumere professionisti formati dalla scuola Dirextra. Al termine del percorso, Dirextra veicola i curriculum dei partecipanti alle aziende sponsor, agevolando l'inserimento lavorativo e garantendo un affiancamento per i successivi avanzamenti di carriera: entrare nel Network Dirextra significa, in concreto, far arrivare il proprio profilo direttamente ai decision-maker delle imprese del settore.

Per molti neolaureati, il vero problema non è ottenere un titolo universitario, ma trasformarlo in competenze immediatamente spendibili. È proprio in questo spazio, tra la formazione accademica e il lavoro in impresa, che oggi si collocano i percorsi di specializzazione dedicati agli appalti pubblici e alla gestione delle grandi opere: la via più diretta, per chi ha una laurea tecnica, per entrare rapidamente in uno dei comparti più dinamici e internazionali del settore delle costruzioni.

Approfondimenti:

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