Riscatto Laurea Agevolato: cosa aspettarsi nel 2026

Il Riscatto Laurea Agevolato è uno strumento che permette di prendere in considerazione gli anni di studio nel calcolo dei contributi, al fine di ridurre l’età per andare in pensione oppure aumentare in modo considerevole la quota mensile spettante.
I titoli di studio presi in considerazione spaziano dalla laurea triennale al dottorato di ricerca, anche se spesso si discute sulla possibilità di includere anche i corsi di formazione lavorativa riconosciuti in ambito ministeriale.
In ogni caso, non si tratta di un calcolo che viene effettuato in modo automatico dall’Inps, ma è indispensabile inoltrare una richiesta specifica, presentando apposita documentazione.
Se sei un ingegnere, un avvocato, un architetto o un qualsiasi altro professionista laureato, in questo articolo ti spiegheremo come poter accedere al Riscatto Laurea Agevolato e i vantaggi che potrai ottenere.
Riscatto Laurea per Ingegneri, Avvocati, Architetti: di cosa si tratta
Il Riscatto Laurea è in sostanza il riconoscimento degli anni di studio universitari ai fini pensionistici, che consente di integrare i contributi versati e di aumentare l’anzianità contributiva, anticipando di fatto i tempi per la richiesta del pensionamento oppure andando ad aumentare il calcolo dell’importo mensile.
I titoli di studio che vengono presi in considerazione sono dunque i seguenti:
- Diploma universitario, di almeno 2 anni e superiore ai 3;
- Diploma di laurea, di almeno 4 anni e superiore ai 6;
- Diploma di specializzazione, conseguito dopo la laurea e per una durata minima di 2 anni;
- Dottorato di ricerca, regolato da specifiche disposizioni di legge;
- Laurea triennale, laurea specialistica o laurea magistrale;
- Diploma rilasciato dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM).
Secondo l’Inps, anche i diplomi ITS Academy possono essere riscattati ai fini pensionistici, a condizione che siano rilasciati nel rispetto della legge 99/2022 e che le Fondazioni ITS siano correttamente accreditate. Il Riscatto può riguardare l’intero corso di studi, singoli periodi, oppure più percorsi formativi, inclusi corsi universitari iniziati dal 12 luglio 1997, anche se il titolo è stato conseguito prima di tale data.
È inoltre possibile riscattare periodi di studio svolti all’estero, ma solo se il titolo accademico è oggetto di specifico riconoscimento ai fini previdenziali. Tale riconoscimento non è automatico ed è di competenza esclusiva del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), che valuta il titolo e il relativo percorso di studi secondo la normativa vigente.
Non sono invece validi altri tipi di riconoscimento, come quelli accademici o professionali. In caso di domanda di riscatto, sarà l’Inps a trasmettere la richiesta al MUR con la documentazione necessaria.
Quando il Riscatto Laurea non può essere richiesto e precisazioni
Secondo l’Inps, il Riscatto Laurea non è sempre possibile e presenta alcune limitazioni rilevanti. In primo luogo, una volta versato l’onere e accreditata la contribuzione, non è ammessa alcuna rinuncia o revoca della domanda: il riscatto diventa definitivo.
Non sono inoltre riscattabili i periodi di iscrizione fuori corso, né quelli già coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa o da riscatto, sia nella gestione presso cui si presenta domanda sia negli altri regimi previdenziali previsti dalla normativa vigente.
Il Riscatto può essere richiesto anche da soggetti inoccupati, ma solo a precise condizioni: non devono risultare iscritti ad alcuna forma di previdenza obbligatoria, inclusa la Gestione Separata, e non devono aver mai svolto attività lavorativa, né in Italia né all’estero.
In questi casi, l’onere è calcolato sul minimale annuo previsto per artigiani e commercianti, applicando l’aliquota AGO vigente nell’anno di presentazione della domanda. I contributi versati confluiscono in una evidenza contabile separata del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e sono successivamente trasferibili, su richiesta, alla gestione previdenziale di iscrizione.
Inoltre, si fa presente che il Riscatto potrebbe essere doppio se il richiedente è iscritto a due casse di previdenza, ovvero una gestita dall’Inps e l’altra dal proprio ordine professionale, anche se comunque non dà il diritto alla doppia anzianità contributiva.
I costi del Riscatto Laurea
La richiesta di Riscatto Laurea non è gratuita, ma prevede dei costi che possono variare sensibilmente da un caso all’altro; il primo criterio di differenza che viene preso in considerazione è la disciplina che determina la liquidazione della pensione.
Difatti, riscattare periodi antecedenti al 1° gennaio 1996 significa rientrare all’interno del sistema retributivo. In questo caso, il calcolo dell’importo da versare per il riscatto può variare in relazione a molteplici fattori, fra cui il sesso, l’età, il periodo stesso da riscattare, l’anzianità contributiva totale e le retribuzioni degli ultimi anni.
Se il periodo del riscatto, invece, dovesse ricadere dopo il 31 dicembre 1995, si rientrerebbe nel sistema contributivo: l’importo si calcola applicando l’aliquota contributiva in vigore alla data di presentazione della domanda (che generalmente è del 33%, ma potrebbe variare in base alla cassa di previdenza), alla retribuzione (assoggettata a contribuzione) nei 12 mesi meno remoti, andando a ritroso dal mese di presentazione della domanda di riscatto.
Per esempio, ipotizziamo che un lavoratore dipendente abbia richiesto il Riscatto di 4 anni di laurea dal 2006 al 2010 nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti dell’Assicurazione generale obbligatoria, presentando domanda il 31 marzo 2021.
Considerando una retribuzione lorda degli ultimi 12 mesi meno remoti pari a 30.000€, l’importo da pagare si calcolerà nel seguente modo: 30.000 x 33% = 9.900 x 4 anni = 39.600€.
Quest’ultimo è quindi l’importo che il lavoratore dovrà pagare per riscattare gli anni di studio all’interno del sistema contributivo.
Riscatto Laurea Agevolato: la differenza
Considerati gli ingenti costi, l’Inps ha previsto la possibilità di ridurre gli importi da versare per coloro che rientrano in precise casistiche, stimando un risparmio che può raggiungere picchi del 70%.
Il Riscatto Laurea Agevolato si applica a tutti coloro che desiderano riscattare anni di studio che si collocano nel periodo del sistema contributivo, oppure che scelgono tale sistema pur collocandosi all’interno della fascia retributiva.
Tale modalità viene definita anche “a forfait” poiché prevede un costo fisso che varia di anno in anno, determinato sul minimale degli artigiani e commercianti nell’anno di presentazione della domanda e in base all’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, nel medesimo periodo, nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD).
Nel 2025, infatti, il reddito minimo di calcolo era pari a 18.555€ e per ciascun anno di durata legale del corso universitario concluso si prevede un costo di 6.123,15€ per il Riscatto Laurea Agevolato. Per il 2026 si prevedono costi leggermente più alti.
In questo caso, bisogna comunque tener presente le condizioni da rispettare per gli aventi diritto, ovvero:
- Aver versato almeno un contributo nella Gestione Inps;
- Se sono stati versati contributi obbligatori di lavoro nello stesso periodo, gli anni di laurea non possono essere riscattati;
- Non si possono riscattare gli anni di fuori corso;
- Si può applicare solo il sistema di calcolo pensionistico contributivo.
Detrazioni e Presentazione della Domanda
La domanda di Riscatto Laurea Agevolato può essere presentata in qualsiasi età e anche da individui inoccupati; difatti, per il calcolo dell’importo dovuto si prenderà in considerazione il reddito minimo di cui sopra, dal momento che attualmente non è prevista una modalità gratuita.
In ogni caso, i costi previsti possono essere saldati in un’unica soluzione oppure in modo dilazionato, per un massimo di 120 rate distribuite in 10 anni.
Inoltre, tali importi sono in parte recuperabili alla Dichiarazione dei Redditi: nel caso di Riscatto Laurea ordinario sono interamente deducibili, mentre nella modalità agevolata si prevede una detrazione al 50% nell’arco di 5 anni, con rate di pari importo.
Gli stessi genitori del laureato a carico possono chiedere una detrazione del 19% sulle spese sostenute per il riscatto.
Poiché deduzioni e detrazioni dipendono dal soggetto che sostiene l’onere e dalla tipologia di Riscatto, consigliamo di rivolgersi ad un CAF o commercialista per avere maggiori delucidazioni.
In ogni caso, la domanda di Riscatto Laurea potrà essere presentata online attraverso il portale Inps, accedendo con le proprie credenziali Spid, telefonicamente attraverso il Contact Center dell’ente, o ancora, presso Caf o patronati.
Novità previste per il 2026
Il Riscatto della Laurea è stato uno dei temi più dibattuti durante l’iter della Legge di Bilancio 2026, generando forti polemiche soprattutto su una proposta di modifica al valore contributivo degli anni riscattati.
Nel testo del maxi-emendamento presentato dal Governo, si prevedeva che, a partire dal 1° gennaio 2031, parte degli anni riscattati per una laurea breve non concorresse pienamente alla maturazione dei requisiti per la pensione anticipata: la riduzione sarebbe stata di 6 mesi nel 2031, fino a 30 mesi dal 2035 per chi matura i requisiti negli anni successivi. Questo avrebbe reso meno utile il riscatto ai fini dell’anticipo pensionistico (il contributo versato resterebbe per il calcolo dell’assegno).
La proposta ha suscitato forti critiche da sindacati e forze politiche, soprattutto per il rischio di retroattività rispetto a chi ha già riscattato la laurea. In seguito alle contestazioni, la Presidente del Consiglio ha annunciato un correttivo volto ad evitare effetti retroattivi e salvaguardare i diritti già acquisiti.
Al momento nel testo definitivo pubblicato in Gazzetta Ufficiale non risultano confermate modifiche operative alla disciplina del Riscatto Laurea, ma si attendono eventuali circolari o disposizioni dell’Inps per chiarire l’applicazione concreta. Restano quindi validi il Riscatto Laurea Agevolato e quello Ordinario così come spiegati in precedenza.
Per dettagli aggiornati è consigliabile consultare la pagina ufficiale Inps o rivolgersi a un CAF autorizzato.
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