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Gare di Appalto Digitali: le nuove procedure telematiche

Gare di Appalto Digitali: le nuove procedure telematiche

Anche il settore delle costruzioni è ufficialmente entrato nell’era delle nuove tecnologie e, per quanto riguarda i contratti e gli appalti pubblici, si parla sempre di più di gare di appalto digitali, oltre a certificazioni aggiornate nell’utilizzo di software ad hoc.

Se da una parte l’intento è quello di snellire le procedure burocratiche che, come sappiamo, in Italia sono una spina nel fianco, dall’altra costringe imprese e liberi professionisti a mettersi in pari riguardo alle conoscenze sugli strumenti digitali più utilizzati e il funzionamento pratico.

Del resto, la difficoltà ad adattarsi è comprensibile: il settore edilizio è sempre stato uno dei più pratici per eccellenza, fra cantiere e pile di documenti da archiviare negli studi tecnici; ora si richiede una transizione verso il virtuale, che si traduce certamente in progetti tridimensionali, ma anche nella gestione amministrativa in cloud.

Proprio per questo Dirextra Alta Formazione aggiorna il suo programma formativo, andando incontro alle esigenze di imprese e professionisti che operano nel settore delle costruzioni, i quali ricercano una preparazione d'eccellenza e all’avanguardia. Fra i corsi segnaliamo La Gara Digitale negli Appalti Pubblici, di cui parleremo in questo articolo. 

Gare di Appalto Digitali: normativa e obblighi

Il quadro normativo sugli appalti pubblici digitali è profondamente cambiato con l’entrata in vigore del nuovo Codice Appalti (D.Lgs. 36/2023), che dedica un’intera sezione alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici. In particolare gli articoli dal 19 al 36 introducono principi e regole per garantire che l’intero processo, dalle fasi preliminari fino all’esecuzione e alla conclusione del contratto, sia gestito in formato digitale, nel rispetto dei principi del Codice dell’Amministrazione Digitale e dei diritti digitali.

Tra i principi fondamentali vi sono l’unicità dell’invio (ovvero il principio secondo cui ciascun dato è fornito una sola volta ad un unico sistema informativo e poi reso disponibile per altri sistemi), la trasparenza digitale e l’uso di piattaforme e servizi digitali infrastrutturali per l’accesso, la pubblicazione e la gestione delle gare. 

Il Codice istituisce inoltre l’Ecosistema Nazionale di Approvvigionamento Digitale (e-procurement), basato su piattaforme di approvvigionamento digitale certificate e interoperabili e sulla Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP), curata dall’ANAC, che diventa il fulcro per la pubblicità legale degli atti di gara e la trasparenza nei processi di affidamento. 

Le gare digitali non sono un’opzione, ma rappresentano oggi lo standard previsto dalla legge per tutte le fasi delle procedure di appalto pubbliche, inclusa la pubblicazione elettronica dei bandi, l’accesso online alla documentazione, la presentazione telematica delle offerte e l’utilizzo di strumenti elettronici come e-DGUE (Documento di Gara Unico Europeo in formato digitale) ed e-Certis per l’individuazione automatica delle certificazioni richieste.

Le disposizioni ANAC sottolineano, infatti, l’importanza di questa trasformazione normativa, evidenziando che l’obiettivo non è solo spostare le procedure dagli atti cartacei ai sistemi digitali, ma realizzare una digitalizzazione integrale del ciclo contrattuale, con miglioramento dell’efficienza, maggiore partecipazione degli operatori economici, trasparenza e controllo continuo. Da qui, il corso sui contratti digitali di Dirextra si inserisce fornendo competenze operative e normative per orientarsi in un sistema di gare che da obbligo di legge si sta rapidamente trasformando in pratica quotidiana delle stazioni appaltanti e delle imprese. 

Ricordiamo che in un contenuto precedente abbiamo già trattato l’annosa questione delle procedure di gara illegittime, secondo la normativa vigente.

Corso Gare di Appalto Digitali: online con Dirextra

Il corso dedicato alle gare di appalto digitali proposto da Dirextra Alta Formazione nasce per accompagnare professionisti e operatori pubblici nella transizione imposta dal nuovo ecosistema digitale ANAC, ormai centrale nella gestione dei contratti pubblici. Alla luce del D.Lgs. 36/2023 e delle più recenti linee guida ANAC, la digitalizzazione non riguarda più singole fasi della procedura, ma coinvolge l’intero ciclo di vita dell’appalto, rendendo necessario un aggiornamento operativo e normativo puntuale.

Il percorso formativo analizza in modo approfondito la gestione telematica delle procedure sottosoglia e sopra soglia, con particolare attenzione agli affidamenti diretti e alle procedure negoziate, senza trascurare le specificità delle gare di rilevanza europea. L’obiettivo è fornire ai partecipanti gli strumenti per utilizzare correttamente piattaforme e banche dati interoperabili, riducendo il rischio di errori procedurali che possono compromettere la legittimità della gara o l’ammissione degli operatori economici.

Attraverso un approccio pratico e dimostrativo, il corso guida i partecipanti nell’utilizzo delle principali piattaforme di approvvigionamento digitale, come MEPA e SINTEL, affrontando tutte le fasi operative: dall’acquisizione del CIG alla gestione del Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico, dalla presentazione dell’offerta firmata digitalmente fino alla pubblicità degli atti e all’accesso documentale online.

La formazione, della durata di 12 ore in videoconferenza live, è rivolta a funzionari di stazioni appaltanti, RUP, operatori economici, consulenti, tecnici e legali che gestiscono gare pubbliche e necessitano di allinearsi alle nuove modalità digitali. La docenza, affidata all'avvocato amministrativista specializzato in contrattualistica pubblica Niccolò Grassi, garantisce un taglio operativo fondato su casi reali e aggiornamenti normativi costanti, rendendo il corso uno strumento pratico per affrontare le gare digitali in modo consapevole e conforme alla disciplina vigente.

L’impatto delle gare di appalto digitali nel settore pubblico

La progressiva affermazione delle gare d’appalto digitali sta incidendo in modo strutturale sui contratti pubblici, segnando una netta discontinuità rispetto alle procedure tradizionali basate su supporti cartacei e scambi formali non integrati. Il passaggio al digitale non riguarda solo la modalità di presentazione delle offerte, ma introduce un diverso modello di gestione dell’intera procedura, fondato su tracciabilità, interoperabilità dei dati e standardizzazione dei processi.

Rispetto alle gare tradizionali, le procedure digitali consentono una maggiore trasparenza delle fasi di gara, una riduzione dei tempi procedimentali e un controllo più efficace sui requisiti degli operatori economici, grazie all’interconnessione con banche dati pubbliche e registri ufficiali. In prospettiva, il digitale dovrebbe inoltre ridurre il contenzioso, limitando errori formali e discrezionalità non giustificate.

Accanto ai vantaggi, emergono tuttavia anche questioni etiche e operative. La completa digitalizzazione impone alle stazioni appaltanti e agli operatori economici competenze tecniche adeguate, pena il rischio di esclusioni non legate al merito dell’offerta. Inoltre, l’uso crescente di strumenti automatizzati solleva interrogativi sulla neutralità degli algoritmi e sulla tutela dei dati.

In questo contesto si inserisce il rapporto con l’intelligenza artificiale, disciplinato a livello nazionale dalla legge 132/2025, che consente l’impiego di sistemi di supporto decisionale nel rispetto dei principi di trasparenza, non discriminazione e controllo umano. L’IA, se correttamente regolata, può rappresentare un valido strumento di supporto alle gare digitali, ma non può sostituire la responsabilità giuridica e amministrativa delle stazioni appaltanti.

Approfondimenti:

 

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Commenti

Elhdji - gennaio 23, 2026

Davvero mi piace lavorare con voi

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