Salta il contenuto

Nazione

271.000 posti da coprire: nel Settore delle Costruzioni è il lavoro che cerca te

271.000 posti da coprire: nel Settore delle Costruzioni è il lavoro che cerca te

Di solito il mercato del lavoro si racconta dal punto di vista di chi cerca un impiego. Nel settore delle costruzioni (e nel settore edile ad esso legato) conviene ribaltare la prospettiva, perché il problema, oggi, ce l'hanno le imprese: non riescono a trovare i tecnici di cui hanno bisogno. Secondo il rapporto Excelsior 2025-2029 di Unioncamere e Ministero del Lavoro, nei prossimi 5 anni il comparto richiederà tra i 226.000 e i 271.000 nuovi tecnici, con un fabbisogno annuo che cresce a un ritmo superiore alla media industriale.

È una cifra che, letta dal lato di chi si sta formando, cambia completamente segno. Dove un'impresa vede una difficoltà di reclutamento, un diplomato o un laureato può leggere una domanda che eccede stabilmente l'offerta — cioè la condizione di mercato più favorevole possibile per chi entra. Nei prossimi paragrafi vediamo da dove nasce questa carenza, quali profili sono realmente introvabili e cosa comporta, in concreto, affacciarsi ora al settore.

Quali percorsi rispondano meglio a questa domanda lo abbiamo analizzato in un articolo dedicato ai master più richiesti dalle aziende: qui guardiamo al quadro occupazionale che li rende così rilevanti.

I numeri della carenza: cosa dice il rapporto Excelsior

Il dato dei 271.000 tecnici non è un'astrazione statistica: nasce dalle previsioni di assunzione dichiarate dalle imprese. Il punto critico è che il sistema formativo non riesce a stare al passo. La situazione è particolarmente evidente per i diplomati degli istituti tecnici CAT — Costruzioni, Ambiente e Territorio, dove il divario tra domanda e offerta ha assunto proporzioni strutturali: il mercato richiede ogni anno molti più diplomati di quanti ne escano dalle scuole, con una carenza stimata tra le 6.000 e le 32.000 unità.

Anche il canale universitario fatica. La laurea triennale professionalizzante e abilitante LP-01, nata proprio per formare tecnici qualificati per l'edilizia e il territorio, non immette ancora sul mercato un numero di laureati sufficiente a coprire la richiesta di imprese e Pubblica Amministrazione. È il motivo per cui la Fondazione Geometri Italiani insiste da tempo sulla necessità di rafforzare i percorsi tecnici centrati su competenze digitali e ambientali.

Il fenomeno, del resto, non è solo italiano. Il portale EURES dell'Autorità europea del lavoro segnala che quasi la metà delle professioni interessate da carenza di manodopera nell'Unione europea appartiene al settore delle costruzioni. Sul fronte delle assunzioni, i dati Confartigianato indicano che nell'edilizia quasi il 70% delle entrate previste risulta di difficile reperimento: non un'emergenza passeggera, ma una condizione ormai strutturale.

Perché mancano tecnici: le cause

Le ragioni si sommano, e conoscerle aiuta a capire perché la situazione non si risolverà in fretta.

La prima è il ricambio generazionale. Una quota consistente dei professionisti oggi attivi raggiungerà l'età pensionabile nei prossimi anni, e i nuovi ingressi non bastano a sostituirli. È un fattore demografico, che nessuna ripresa congiunturale può correggere in tempi brevi.

La seconda è l'intensità dell'attività del settore. Investimenti pubblici, opere legate al PNRR e cantieri della transizione ecologica hanno tenuto alta la domanda per anni, assorbendo rapidamente i profili disponibili. A questo si aggiunge la crescente complessità degli interventi, che richiede figure più qualificate di un tempo.

La terza è di percezione. Il lavoro nelle costruzioni viene ancora associato allo sforzo fisico e a un ambiente poco attrattivo, un'immagine che scoraggia i giovani nell'orientamento scolastico. È una rappresentazione superata: la digitalizzazione dei processi e l'evoluzione delle tecnologie hanno creato mansioni tecnicamente impegnative che con quello stereotipo non hanno più nulla a che vedere. Non è un caso che la stessa percezione contribuisca a spiegare la bassa presenza femminile nel settore, che a livello europeo non supera il 15%.

Quali competenze cercano davvero le imprese

Il rapporto Excelsior è esplicito nel descrivere il profilo più richiesto, e conviene leggerlo con attenzione perché indica dove conviene specializzarsi.

Le imprese cercano tecnici capaci di utilizzare strumenti digitali avanzati, a partire dai software BIM e dalle piattaforme di progettazione tridimensionale; professionisti con conoscenze in materia di efficientamento energetico, fonti rinnovabili e normative ambientali; figure in grado di gestire in modo integrato processi che coinvolgono territorio, edilizia e ambiente. In altre parole, non serve solo la base tecnica tradizionale: serve la sua combinazione con competenze digitali e ambientali.

È una domanda che riguarda tanto le imprese private quanto la Pubblica Amministrazione, chiamata a governare investimenti infrastrutturali, interventi di rigenerazione urbana e progetti della transizione ecologica. E riguarda in modo particolare i profili che presidiano le fasi più delicate di una commessa: gestione degli appalti, direzione dei lavori, controllo di costi e tempi, coordinamento della sicurezza.

Cosa significa per chi entra ora

Tradotto in prospettiva individuale, questo scenario produce alcuni vantaggi concreti.

Il primo è la rapidità dell'inserimento. Quando la domanda supera stabilmente l'offerta, i tempi tra la conclusione degli studi e il primo impiego si accorciano sensibilmente rispetto ad altri settori. Il secondo è la velocità di crescita: la scarsità di figure qualificate porta le imprese ad affidare responsabilità prima di quanto accadrebbe in un mercato saturo, il che significa arrivare in tempi più brevi a ruoli di coordinamento di cantiere o di gestione di commessa.

C'è poi un elemento meno immediato ma non trascurabile, sottolineato anche da EURES: le professioni tecniche del settore sono meno esposte all'automazione. Richiedono capacità di adattamento, decisione e soluzione di problemi in contesti mai identici tra loro — esattamente ciò che le tecnologie automatiche faticano a sostituire. In una fase in cui molti si interrogano sulla tenuta futura del proprio lavoro, è una caratteristica che pesa.

Infine c'è la dimensione del contenuto. Il lavoro del tecnico delle costruzioni incide su sicurezza del territorio, prevenzione dei rischi, efficienza energetica del patrimonio edilizio e qualità degli spazi in cui le persone vivono. Ed è tra i pochi mestieri in cui il risultato del proprio lavoro è visibile, concreto e duraturo.

Come arrivare preparati: la formazione che fa la differenza

Resta un punto da chiarire, per non leggere il quadro in modo ingenuo. La carenza riguarda i tecnici qualificati, non i profili generici: le imprese non faticano a ricevere curriculum, faticano a trovare persone con le competenze giuste. Presentarsi con una preparazione allineata a ciò che il mercato chiede è quindi ciò che trasforma una statistica favorevole in un'opportunità reale.

È il ruolo che svolge un percorso post-laurea costruito insieme alle imprese. Il Master Ingegneri e Architetti di Impresa Settore Costruzioni e Oil & Gas, realizzato con il patrocinio di ANCE e il sostegno delle imprese sponsor, alterna alta formazione in aula a mille ore di esperienza diretta in impresa, in cantiere o in ufficio tecnico, su attività reali: gare, acquisti, controllo di gestione, avanzamento lavori. Le aziende partner non valutano un curriculum, ma osservano le persone al lavoro su una commessa vera, per mesi. È il modo più efficace per colmare esattamente il divario che il rapporto Excelsior fotografa.

Le condizioni di mercato che il settore sta attraversando non durano per sempre. Per chi sta scegliendo come specializzarsi, questa è una di quelle fasi in cui la domanda lavora a favore di chi arriva preparato. Per conoscere i percorsi disponibili, i requisiti di accesso e le agevolazioni, puoi scrivere a master@dirextra.com o chiamare il Numero Verde gratuito 800 821 796.

Approfondimenti:

Articolo successivo Gender Equality nel settore costruzioni: a che punto siamo?

Lascia un commento

* Campi obbligatori

Confronta Prodotti

{"one"=>"Seleziona 2 o 3 articoli da confrontare", "other"=>"{{ count }} di 3 elementi selezionati"}

Seleziona il primo elemento da confrontare

Seleziona il secondo elemento da confrontare

Seleziona il terzo elemento da confrontare

Confrontare