Bonus edilizi 2027: cosa cambia con la Manovra ?

Fino a poche settimane fa, il calendario delle detrazioni per la casa sembrava già scritto: dal 1° gennaio 2027 il bonus ristrutturazioni, l'Ecobonus e il Sismabonus sarebbero scesi di un gradino, chiudendo la fase delle aliquote "piene" avviata negli anni del Superbonus. Committenti, imprese e progettisti si stavano preparando a un anno di lavori più costosi, con il rischio concreto di vedere rinviati o cancellati molti interventi già in fase di preventivo.
Il disegno di legge di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026 e ora all'esame del Parlamento, cambia questa prospettiva. All'articolo 4 il Governo ha scelto di congelare per un altro anno lo schema già applicato nel 2026, spostando al 2028 la riduzione delle aliquote. In parallelo, dal 1° gennaio 2027 entra in vigore il nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.Lgs. 117/2026), che riordina l'intera materia delle detrazioni edilizie e modifica i riferimenti normativi su cui tecnici e commercialisti hanno lavorato finora.
Per chi progetta, dirige i lavori o assevera gli interventi, il tema non riguarda solo il cliente che paga: la convenienza di un intervento, la sua tempistica e la documentazione da produrre dipendono direttamente da queste regole. Nei prossimi paragrafi vediamo come cambiano aliquote e limiti di spesa, cosa prevede il nuovo TUIR e quali ricadute ci sono sul lavoro dei professionisti tecnici. Una premessa è d'obbligo: il testo è ancora in discussione e potrà subire modifiche durante l'iter parlamentare, che si chiuderà entro il 31 dicembre.
Bonus edilizi 2027: le aliquote previste dalla Manovra
Il cuore della norma è la proroga della doppia aliquota legata alla destinazione dell'immobile. Per le spese sostenute nel 2027, la detrazione resterebbe al 50% per l'abitazione principale e al 36% per tutti gli altri immobili, comprese le seconde case e le unità date in locazione. Lo schema vale in modo uniforme per le tre agevolazioni principali:
- Bonus ristrutturazioni, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio;
- Ecobonus, per gli interventi di riqualificazione energetica;
- Sismabonus, per le opere di messa in sicurezza antisismica.
Il passaggio alle aliquote ridotte, rispettivamente 36% e 30%, viene quindi rinviato al 2028. Non trova invece spazio nel testo il ritorno al 65% per l'Ecobonus, ipotesi circolata nelle settimane precedenti: la riqualificazione energetica segue le stesse percentuali delle ristrutturazioni ordinarie.
L'aliquota maggiorata spetta soltanto a chi è proprietario o titolare di un diritto reale di godimento sull'immobile adibito ad abitazione principale. Resta valida, su questo punto, la lettura fornita dall'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 8/E del 19 giugno 2025, che esclude dal 50% locatari, comodatari e familiari conviventi, ai quali si applica l'aliquota ordinaria anche quando sostengono le spese per la casa in cui vivono. È un dettaglio che conviene chiarire con il committente già in fase di incarico, perché incide sul piano economico dell'intervento.
Restano poi invariati due vincoli tecnici introdotti negli ultimi anni: la detrazione si ripartisce in dieci quote annuali di pari importo e sono escluse dall'agevolazione le caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, in coerenza con la direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici. Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro continuano ad applicarsi i limiti alla detraibilità degli oneri, che nel nuovo TUIR trovano spazio all'articolo 18 (in sostituzione del precedente articolo 16-ter).
Limiti di spesa e nuovo TUIR: cosa cambia dal 1° gennaio
Se le aliquote restano ferme, la vera novità del 2027 sta nella riscrittura dei limiti di spesa e nella collocazione delle norme. Con l'entrata in vigore del nuovo TUIR, le disposizioni temporanee che finora regolavano i bonus vengono abrogate e sostituite da tre articoli transitori: il 360-bis per il Sismabonus, il 360-ter per l'Ecobonus e il 360-quater per il bonus ristrutturazioni e il bonus mobili. La disciplina "a regime" del recupero edilizio, finora contenuta nell'articolo 16-bis, confluisce invece nell'articolo 17 del nuovo testo.
Sul piano dei massimali, il quadro previsto dal DDL è il seguente:
- bonus ristrutturazioni: limite confermato a 96.000 euro per unità immobiliare;
- Ecobonus: scompaiono i tetti differenziati per singola tipologia di intervento (involucro, infissi, impianti, schermature) e si introduce un limite cumulativo di 96.000 euro per unità, autonomo rispetto a quello delle ristrutturazioni; per le parti comuni condominiali il tetto è di 40.000 euro moltiplicati per il numero di unità;
- Sismabonus: 96.000 euro per unità, che nei condomìni diventano 96.000 euro moltiplicati per il numero delle unità dell'edificio, per gli immobili situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3.
La semplificazione dell'Ecobonus è probabilmente la modifica più rilevante per chi si occupa di efficienza energetica. Finora la progettazione di un intervento combinato richiedeva di verificare un massimale diverso per ogni componente, con il rischio di superare il tetto su una voce e restare lontani dal limite su un'altra. Un plafond unico rende più semplice comporre interventi integrati, ad esempio cappotto, sostituzione dei serramenti e generatore a pompa di calore, ma richiede comunque una diagnosi preliminare accurata per distribuire la spesa in modo efficace.
Viene confermato anche il Sismabonus acquisti, riservato a chi compra unità in edifici demoliti e ricostruiti da imprese di costruzione o ristrutturazione: l'intervento deve ottenere la riduzione di almeno una classe di rischio sismico e la vendita deve avvenire entro 30 mesi dalla fine dei lavori.
Bonus mobili, fondi pubblici e le altre misure per l'edilizia
Accanto ai tre bonus principali, la Manovra proroga il bonus mobili al 50%, calcolato su una spesa massima di 5.000 euro, per un beneficio fino a 2.500 euro. L'agevolazione resta collegata a un intervento di recupero edilizio, che per gli acquisti del 2027 deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio 2026. Il testo non menziona in modo esplicito i grandi elettrodomestici, aspetto che andrà verificato nel passaggio parlamentare; l'articolo 4 rifinanzia invece con 50 milioni di euro il fondo per l'acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza, la cui attuazione è rimessa a un decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy di concerto con il MEF.
Per i proprietari che hanno utilizzato il Superbonus e si trovano a gestire irregolarità formali, il disegno di legge prevede inoltre una procedura di sanatoria tramite imposta sostitutiva, i cui dettagli operativi saranno definiti con i provvedimenti attuativi.
Il capitolo pubblico è altrettanto interessante per i professionisti tecnici. La Manovra destina circa 1,6 miliardi di euro all'efficientamento energetico degli edifici pubblici, con particolare attenzione a università, ospedali e scuole, dove sono previsti interventi su impianti di climatizzazione e pompe di calore. Si tratta di risorse che si tradurranno in procedure di gara per servizi di ingegneria, diagnosi energetiche e lavori, e che si sommano agli strumenti già attivi come il Conto Termico 3.0.
Va infine considerato il contesto tecnico in cui queste detrazioni si inseriscono. L'ENEA ha aggiornato a ottobre 2026 i propri vademecum per l'Ecobonus, recependo il nuovo decreto Requisiti Minimi del 28 ottobre 2025 e il D.Lgs. 5/2026 sulle fonti rinnovabili. Le asseverazioni, le trasmissioni e le verifiche dei requisiti prestazionali seguono dunque riferimenti diversi rispetto a un anno fa, e chi firma la documentazione deve tenerne conto fin dalla fase progettuale.
Il ruolo del tecnico tra detrazioni e gestione dell'energia
La proroga delle aliquote offre ai committenti un altro anno di respiro, ma sposta inevitabilmente l'attenzione sulla qualità della progettazione. Con un limite cumulativo per l'Ecobonus e aliquote ancora differenziate, la convenienza di un intervento dipende sempre più dalla capacità di stimare il risparmio reale, confrontare scenari alternativi e scegliere le soluzioni che garantiscono il miglior rapporto tra spesa e prestazione. È lo stesso tipo di valutazione richiesto negli interventi pubblici finanziati dalla Manovra, dove la diagnosi energetica è spesso il primo documento posto a base di gara.
Su questo terreno la figura dell'Esperto in Gestione dell'Energia assume un peso crescente, sia nella consulenza ai privati sia negli incarichi per la Pubblica Amministrazione. Per prepararsi alla certificazione, Dirextra Alta Formazione propone il Corso di Energy Manager per la Certificazione EGE, un percorso di 40 ore costruito attorno alla norma UNI CEI 11339:2023. Il programma parte dallo scenario energetico e normativo, affronta la diagnosi energetica secondo la UNI CEI EN 16247, le tecnologie per l'efficienza degli edifici e degli impianti, le fonti rinnovabili e i sistemi di accumulo, per arrivare ai sistemi di gestione dell'energia ISO 50001. La parte conclusiva è dedicata alla preparazione dell'esame, con simulazioni e test di apprendimento; l'attestato di frequenza rilasciato al termine vale come evidenza formativa per l'accesso alla certificazione EGE e come documentazione da allegare a incarichi, bandi e gare.
Il quadro dei bonus edilizi 2027 si potrà considerare definitivo solo con l'approvazione della legge entro fine anno, ma le linee essenziali sono già chiare: aliquote confermate, limiti di spesa ridisegnati, nuovi riferimenti nel TUIR e risorse aggiuntive per gli edifici pubblici. Per informazioni sul corso EGE e sugli altri percorsi in ambito energetico, la segreteria Dirextra risponde all'indirizzo master@dirextra.com e al Numero Verde 800 821 796.
Riferimenti normativi: DDL Bilancio 2027, art. 4 (approvato dal CdM il 28 ottobre 2026, in corso di esame parlamentare); D.Lgs. 117/2026 (nuovo TUIR), artt. 17, 18, 360-bis, 360-ter, 360-quater; Circolare Agenzia delle Entrate n. 8/E del 19 giugno 2025; D.Lgs. 5/2026; DM Requisiti Minimi 28 ottobre 2025; UNI CEI 11339:2023.
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