Salta il contenuto

Nazione

Lavorare all'estero nelle costruzioni: quali sono i Profili richiesti e come iniziare

Lavorare all'estero nelle costruzioni: quali sono i Profili richiesti e come iniziare

Per un giovane ingegnere italiano, la prima esperienza in un cantiere all'estero potrebbe arrivare prima di quanto si immagini. Una grande impresa vince una commessa in Medio Oriente, in Africa o in Nord Europa, il cantiere va avviato in pochi mesi e servono tecnici disposti a partire: l'ufficio del personale guarda prima di tutto a chi ha già un'idea di come si lavora fuori dai confini nazionali, con regole contrattuali diverse, team multiculturali e l'inglese come lingua di lavoro.

Non è un'eccezione, ma la normalità per una parte rilevante del settore. Secondo il rapporto ANCE sulla presenza delle imprese di costruzione italiane nel mondo, le principali 25 imprese del Paese hanno realizzato all'estero 13,4 miliardi di euro, oltre il 57% del loro fatturato complessivo, operando in più di 60 Paesi con commesse in corso per un valore superiore a 116 miliardi. Dietro questi numeri ci sono cantieri che hanno bisogno di ingegneri, architetti, geometri e manager pronti a lavorare in contesti internazionali.

Nei prossimi paragrafi vediamo quali profili cercano oggi le imprese che operano all'estero, quali competenze fanno la differenza in fase di selezione, cosa cambia sul piano contrattuale e normativo e quali sono le strade più efficaci per entrare in questo mercato.

Quali sono i profili più richiesti nei cantieri internazionali

Le grandi commesse estere, soprattutto infrastrutturali, richiedono un'organizzazione molto strutturata. Accanto alle figure di cantiere tradizionali, crescono quelle che governano tempi, costi, contratti e informazioni.

Tra i profili più ricercati ci sono:

  • ingegneri di cantiere e di produzione, che seguono l'esecuzione delle lavorazioni e il coordinamento delle squadre;
  • project engineer e project manager, responsabili della commessa nel suo complesso;
  • planner e project control, che costruiscono e monitorano il programma lavori e l'avanzamento economico;
  • quantity surveyor e figure di contabilità, che misurano le quantità e gestiscono i pagamenti con il committente;
  • contract manager, che gestiscono il contratto, le varianti e le claim;
  • HSE manager e specialist, responsabili di salute, sicurezza e ambiente secondo standard internazionali;
  • BIM coordinator e BIM manager, sempre più richiesti dai committenti esteri.

Molti di questi ruoli sono accessibili anche a neolaureati, purché arrivino con una base tecnica solida e con le competenze trasversali che i cantieri internazionali danno per scontate. È qui che si gioca la differenza in fase di selezione.

Ecco le competenze che fanno la differenza

La prima competenza è la lingua. L'inglese tecnico e contrattuale è la lingua di lavoro di quasi tutte le commesse internazionali: si scrivono in inglese i report, le lettere al committente, le notifiche contrattuali e i verbali. Una buona conoscenza del francese o dello spagnolo apre poi mercati specifici, dall'Africa occidentale all'America Latina.

La seconda è la conoscenza dei contratti internazionali. Molte opere all'estero sono regolate dalle condizioni contrattuali FIDIC, elaborate dalla Federazione internazionale degli ingegneri consulenti: il Red Book per i lavori progettati dal committente, lo Yellow Book per le opere in cui il progetto è a carico dell'appaltatore, il Silver Book per i contratti chiavi in mano. Saper leggere una clausola, rispettare i termini di notifica, gestire una variazione o una richiesta di proroga è ciò che distingue un tecnico operativo da uno che sa anche proteggere la commessa. Ne abbiamo parlato nel nostro approfondimento sui contratti FIDIC.

La terza riguarda gli strumenti e gli standard internazionali: software di pianificazione come Primavera P6, gestione informativa secondo la serie UNI EN ISO 19650, sistemi di gestione per qualità, ambiente e sicurezza. Infine, le soft skill. Anche EURES, il portale europeo per la mobilità professionale, sottolinea quanto comunicazione, lavoro di squadra e familiarità con la tecnologia pesino nella selezione nel settore delle costruzioni. All'estero contano ancora di più, perché si lavora in team di nazionalità diverse, spesso lontano da casa e con ritmi intensi.

Cosa cambia sul piano normativo e contrattuale?

Lavorare all'estero significa misurarsi con regole che in Italia non si incontrano. Le principali riguardano tre aspetti.

Il primo è il riconoscimento delle qualifiche professionali. All'interno dell'Unione europea la Direttiva 2005/36/CE, recepita in Italia con il D.Lgs. 206/2007, disciplina il riconoscimento dei titoli per l'esercizio delle professioni regolamentate. Per molte posizioni in impresa l'iscrizione all'albo non è necessaria, ma per firmare progetti o assumere responsabilità professionali in un altro Paese occorre verificare le regole locali. Fuori dall'Unione il quadro dipende dagli accordi bilaterali e dalle norme del singolo Stato.

Il secondo è la forma del rapporto di lavoro. Chi viene inviato all'estero da un'impresa italiana può essere distaccato, mantenendo il contratto italiano: all'interno dell'Unione si applica la disciplina sul distacco dei lavoratori della Direttiva 96/71/CE, recepita con il D.Lgs. 136/2016, che garantisce le condizioni minime di lavoro del Paese ospitante. In altri casi si viene assunti direttamente dalla filiale estera o dalla società di progetto, con implicazioni diverse su retribuzione, contributi e fiscalità.

Il terzo è il contesto contrattuale della commessa: oltre ai FIDIC, possono applicarsi contratti nazionali del Paese committente, regole dei finanziatori internazionali come banche di sviluppo e fondi multilaterali, standard di salute e sicurezza più stringenti di quelli italiani. Un tecnico che conosce queste differenze si inserisce più rapidamente e commette meno errori nei primi mesi. Ed è proprio nei primi mesi che si costruisce la reputazione con il project manager e con il committente: chi dimostra di saper gestire una notifica contrattuale o un audit di sicurezza secondo le regole locali viene coinvolto presto in attività di maggiore responsabilità.

Come iniziare a proporsi: formazione, stage e Master Internazionali

Per chi parte da zero, le strade principali sono tre. La prima è candidarsi direttamente alle grandi imprese di costruzione con presenza internazionale, che selezionano neolaureati per le commesse estere: conviene preparare un CV in inglese, evidenziare esperienze di studio o lavoro fuori dall'Italia e indicare con chiarezza la disponibilità a trasferirsi. La seconda è sfruttare i canali europei come EURES, che raccoglie offerte di lavoro e organizza le Giornate europee del lavoro. La terza, la più rapida per entrare in un grande cantiere, è un percorso di formazione con stage presso le imprese che operano all'estero.

È la formula dei Master Internazionali di Dirextra nel settore delle costruzioni, delle infrastrutture e degli appalti pubblici, giunti alla trentanovesima edizione. Il modello unisce un periodo di formazione in aula full immersion, dedicato a gestione della commessa, contratti, pianificazione, controllo dei costi, sicurezza e inglese tecnico-legale per le costruzioni, a un lungo stage nei cantieri di grandi imprese, in Italia o all'estero. I percorsi sono a numero chiuso, si rivolgono a laureati in ingegneria, architettura e discipline affini, prevedono una selezione con test e colloqui e sono accreditati presso il CPD Certification Service di Londra. Le imprese partner mettono a disposizione borse di studio parziali, assegnate durante le selezioni, e lo stage è spesso la porta d'ingresso diretta all'assunzione.

Il primo passo, in ogni caso, è decidere che tipo di esperienza si cerca: un'avventura di qualche anno per crescere in fretta o una carriera internazionale costruita nel tempo. Per conoscere le prossime edizioni, i requisiti di ammissione e le modalità di selezione dei Master Internazionali, la segreteria Dirextra risponde a master@dirextra.com e al Numero Verde 800 821 796.

Riferimenti normativi: Direttiva 2005/36/CE e D.Lgs. 206/2007; Direttiva 96/71/CE e D.Lgs. 136/2016; UNI EN ISO 19650.

Approfondimenti:

Articolo successivo Gestisci l'esecuzione del contratto pubblico: Corsi RUP, Esecuzione e Subappalto dal 18 novembre

Lascia un commento

* Campi obbligatori

Confronta Prodotti

{"one"=>"Seleziona 2 o 3 articoli da confrontare", "other"=>"{{ count }} di 3 elementi selezionati"}

Seleziona il primo elemento da confrontare

Seleziona il secondo elemento da confrontare

Seleziona il terzo elemento da confrontare

Confrontare