Capitolato informativo e piano di gestione informativa: i documenti BIM di gara

Nella documentazione di una gara gestita con metodi e strumenti di gestione informativa digitale convivono due capitolati, che rispondono a domande diverse. Il capitolato speciale d'appalto descrive l'opera: materiali, prestazioni, modalità di esecuzione. Il capitolato informativo descrive invece le informazioni sull'opera: quali dati la stazione appaltante deve ricevere, in quale momento, in che forma e con quali criteri li accetterà. Confonderli, o trattare il secondo come un allegato tecnico da compilare per adempimento, è uno degli errori più costosi che un ente possa commettere.
Il motivo è semplice. Se si sbaglia il capitolato speciale si rischia di ottenere un'opera diversa da quella voluta; se si sbaglia il capitolato informativo si può anche ottenere l'opera giusta, ma senza gli strumenti per dimostrarlo, verificarla e gestirla nel tempo. E il problema emerge di solito tardi: alla prima consegna contestata, durante l'esecuzione o anni dopo, quando un dato di manutenzione che nessuno aveva chiesto si rivela indispensabile.
Attorno al capitolato informativo ruotano altri due documenti, l'offerta di gestione informativa e il piano di gestione informativa, che insieme formano l'ossatura contrattuale di un appalto BIM. Di seguito ricostruiamo chi li redige, cosa devono contenere secondo l'Allegato I.9 del Codice e come si passa dall'uno all'altro, fino agli errori più ricorrenti. Il tema dei livelli di fabbisogno informativo, che del capitolato è il cuore tecnico, lo abbiamo trattato a parte parlando del LOIN.
Capitolato informativo: cosa regola e perché ha valore contrattuale
Il capitolato informativo (CI) è il documento con cui la stazione appaltante fissa le regole della gestione informativa di uno specifico intervento. Stabilisce quali informazioni devono essere prodotte, per quali obiettivi, con quale livello di approfondimento, secondo quali standard e formati, e soprattutto come verranno verificate prima di essere accettate.
Non si tratta di un documento di progettazione. Il CI non dice come deve essere fatta una parete, ma quali dati sulla parete devono comparire nel modello e a cosa serviranno. Allegato alla documentazione di gara e poi richiamato nel contratto, diventa vincolante per l'affidatario al pari degli altri elaborati contrattuali: da quel momento è il metro con cui si misura l'adempimento degli obblighi informativi.
L'Allegato I.9 del D.Lgs. 36/2023 lo prevede espressamente in due casi. Negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria il CI deve essere coerente con gli obiettivi strategici, di livello progettuale o di fase (comma 8). Negli affidamenti di lavori su progetto esecutivo o con appalto integrato deve essere coerente con il livello di progettazione posto a base di gara (comma 9). In entrambi i casi l'impostazione è la stessa: prima si chiarisce l'obiettivo, poi si scrive il requisito.
Chi scrive il capitolato informativo: i ruoli dell'Allegato I.9
Un capitolato informativo efficace non nasce da un modello scaricato e adattato cambiando qualche nome. Nasce dentro la stazione appaltante, che è la titolare delle esigenze informative e risponde della chiarezza delle richieste.
Per questo il Codice disegna un'organizzazione precisa. L'art. 1, comma 3, dell'Allegato I.9 stabilisce che gli enti che adottano i metodi di gestione informativa digitale nominino un gestore dell'ambiente di condivisione dei dati e almeno un gestore dei processi digitali, figure che operano a livello dell'intera organizzazione. Per ogni intervento va poi nominato un coordinatore dei flussi informativi, collocato all'interno della struttura di supporto al RUP prevista dall'art. 15 del Codice.
La distribuzione dei compiti è il punto da tenere a mente. Il gestore dei processi digitali presidia regole e processi dell'ente; il coordinatore dei flussi informativi le declina sulla singola commessa; il RUP governa l'intervento e risponde delle scelte. Le Linee guida MIT sulla gestione informativa digitale, pubblicate a febbraio 2026, rendono questa architettura ancora più leggibile e collocano proprio nel coordinatore dei flussi informativi, sotto la regia del gestore dei processi digitali, la redazione operativa del capitolato.
Il Codice prevede una figura analoga anche in fase di esecuzione: secondo il comma 11, se il direttore dei lavori non possiede le competenze necessarie, all'interno del suo ufficio viene nominato un coordinatore dei flussi informativi. La gestione informativa, in altre parole, non si esaurisce con la gara.
Cosa deve contenere: le quattro famiglie del comma 8
Il comma 8 dell'Allegato I.9 elenca i contenuti minimi del capitolato informativo, raggruppabili in quattro blocchi:
- i requisiti informativi strategici, generali e specifici, compresi i livelli di fabbisogno informativo, che possono essere espressi in modo analitico secondo modelli di dati anche per rendere più efficiente l'accertamento di conformità;
- i requisiti per la produzione, gestione, trasmissione e archiviazione dei contenuti informativi, collegati agli obiettivi decisionali e gestionali;
- le caratteristiche dell'ambiente di condivisione dei dati, comprese le regole di accesso, validità, sicurezza e riservatezza;
- le specifiche necessarie a garantire nel tempo l'interoperabilità dei sistemi informativi.
Quattro voci che sembrano semplici, ma dietro ciascuna c'è una serie di decisioni da prendere e da mantenere coerenti tra loro. Per ogni richiesta la stazione appaltante dovrebbe saper dire a quale obiettivo risponde, su quale oggetto, in quale fase, in quale formato e con quale criterio verrà accettata.
Sul piano della struttura, la norma tecnica di riferimento è la UNI 11337-6, che propone un'articolazione in sezione tecnica (infrastruttura hardware e software, formati, sistemi di coordinate, classificazione degli oggetti) e sezione gestionale (obiettivi e usi dei modelli, ruoli e responsabilità, procedure di verifica, gestione delle interferenze, consegna finale). I capitolati più maturi demandano poi ad allegati tecnici le parti più operative: la nomenclatura dei file, le tabelle di codifica dei documenti e, soprattutto, l'elenco delle proprietà richieste sugli oggetti. Indicare che per le pareti sono obbligatori i dati del Property Set IFC standard, come resistenza al fuoco, funzione portante o posizione esterna, rende il requisito controllabile; scrivere "modelli con livello di dettaglio adeguato" no.
Dalla gara al contratto: offerta e piano di gestione informativa
Il capitolato informativo apre una sequenza documentale che prosegue in gara e si stabilizza dopo l'aggiudicazione.
Il primo passaggio è l'offerta di gestione informativa (oGI). Con questo documento il concorrente spiega come intende rispondere ai requisiti del capitolato: organizzazione del gruppo di lavoro, ruoli, strumenti, flussi di scambio, modalità di coordinamento. Nelle procedure aggiudicate con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, l'Allegato I.9 prevede che i concorrenti la presentino insieme all'offerta tecnica, e la gestione informativa diventa così un elemento di valutazione.
Il secondo passaggio è il piano di gestione informativa (pGI), redatto dall'affidatario dopo l'aggiudicazione e approvato dalla stazione appaltante. È qui che le richieste del capitolato e gli impegni dell'offerta si traducono in procedure, responsabilità e tempi: il pGI struttura nel tempo e nella catena di fornitura i flussi informativi necessari a soddisfare i requisiti, e una volta approvato assume anch'esso valore contrattuale.
Il rapporto tra i tre documenti è gerarchico. Il CI stabilisce cosa serve, l'oGI propone come ottenerlo, il pGI fissa come verrà fatto. Un buon pGI non introduce requisiti nuovi né difformi: sviluppa quelli del capitolato rendendo esplicite le modalità di attuazione. Ogni scostamento tra questi livelli e i modelli effettivamente consegnati si trasforma in una difficoltà di controllo e, nei casi peggiori, in contenzioso.
Gli errori che rendono un capitolato inefficace
Molti capitolati informativi non falliscono per mancanza di contenuti, ma per difetti di impostazione che si ripetono da un ente all'altro:
- obiettivi informativi non dichiarati, o scollegati dalle richieste effettive;
- requisiti sproporzionati rispetto alla complessità dell'opera, con livelli di dettaglio standard applicati senza motivazione;
- sovrapposizioni con il capitolato speciale, che finiscono per mescolare prescrizioni sull'opera e regole sulle informazioni;
- assenza di criteri chiari di verifica e accettazione;
- capitolati copiati da altre amministrazioni senza adattarli all'intervento.
L'ultimo errore è forse il più insidioso, perché produce documenti formalmente corretti ma incapaci di governare la commessa. Ed è un errore che ricade sempre sulla stazione appaltante: l'autore del capitolato può anche essere un consulente esterno, ma le esigenze che vi sono scritte devono restare quelle dell'ente.
Il punto di raccordo tra tutte queste scelte è il RUP, che nomina la struttura di supporto, coordina i soggetti coinvolti e risponde dell'intera procedura, dalla programmazione all'esecuzione. Per chi ricopre questo ruolo, o lavora al suo fianco, conoscere la cornice del Codice è la premessa per governare anche la parte informativa. Il Corso Il RUP negli Appalti Pubblici di Dirextra affronta proprio questa cornice: in 12 ore di lezioni videoregistrate, attivabili in qualsiasi momento e consultabili per tre mesi, gli Avv. Luca Pianta e Mariano Maggi, entrambi con lunga esperienza al fianco di stazioni appaltanti e imprese, ricostruiscono la figura del RUP e della struttura di supporto, i compiti nelle quattro fasi del contratto, la documentazione contrattuale secondo l'Allegato I.7 e la gestione dell'esecuzione, con un taglio basato su casi reali. Il percorso è accreditato dal Consiglio Nazionale Forense per 6 crediti formativi, si conclude con l'attestato Dirextra ed è acquistabile dalle pubbliche amministrazioni anche tramite MEPA.
Capitolato informativo, offerta e piano di gestione informativa funzionano solo se letti come una catena: un'esigenza dell'ente diventa un requisito, il requisito diventa un impegno del concorrente, l'impegno diventa una procedura verificabile. Quando uno degli anelli è debole, il BIM resta un adempimento; quando tengono tutti, diventa uno strumento di governo dell'appalto. Per informazioni sul corso, sulle iscrizioni singole o aziendali, la segreteria Dirextra risponde all'indirizzo master@dirextra.com e al Numero Verde 800 821 796.
Riferimenti normativi: D.Lgs. 36/2023, art. 15 e Allegato I.9 (commi 3, 8, 9 e 11), come modificato dal D.Lgs. 209/2024; UNI 11337-6; Linee guida MIT per la gestione informativa digitale (febbraio 2026).
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