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Corso Cantiere Zero: imparare a gestire un Cantiere a basso impatto e vincere gli Appalti Green

Corso Cantiere Zero: imparare a gestire un Cantiere a basso impatto e vincere gli Appalti Green

Per anni la sostenibilità nel settore delle costruzioni è stata percepita come un valore aggiunto facoltativo, una sensibilità in più. Oggi non è più così. I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono obbligatori nelle gare pubbliche, il Green Public Procurement (GPP) premia chi propone soluzioni a basso impatto e la normativa europea spinge con decisione verso la decarbonizzazione del comparto. Saper gestire un cantiere a basso impatto non è più solo una questione ambientale: è diventata una condizione per partecipare alle gare e, sempre più spesso, per vincerle.

È il terreno su cui interviene il Corso Cantiere Zero di Dirextra, un percorso pensato per chi progetta, gestisce ed esegue opere pubbliche e private e vuole trasformare la competenza ambientale in un vantaggio concreto. Chi già segue il settore sa che la parte più complessa non è aderire ai princìpi della sostenibilità, ma tradurli in scelte operative di cantiere e in punti di offerta. Nei prossimi paragrafi vediamo perché la sostenibilità è entrata nelle gare, cosa significa davvero gestire un cantiere a emissioni ridotte e come il corso prepara ad affrontare entrambe le sfide.

Il quadro generale delle strategie per costruire con minore impatto ambientale lo abbiamo affrontato in un articolo dedicato: qui ci concentriamo sull'aspetto operativo e competitivo.

Dai CAM al GPP: perché la Sostenibilità è entrata nelle gare

La svolta è normativa prima ancora che culturale. Con il Green Deal europeo e il pacchetto Fit for 55, l'Unione europea ha fissato obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni che ricadono direttamente sul settore delle costruzioni, responsabile di una quota rilevante dei consumi energetici e dei rifiuti prodotti. Su questa cornice si innestano gli strumenti operativi che il progettista e il RUP incontrano ogni giorno.

I Criteri Ambientali Minimi sono il primo. Definiti per legge, stabiliscono i requisiti ambientali che un'opera pubblica deve rispettare in ogni fase, dalla progettazione all'esecuzione, e la loro applicazione è obbligatoria negli appalti: l'articolo 57 del D.Lgs. 36/2023 impone di inserire le relative specifiche tecniche e clausole contrattuali nella documentazione di gara. La materia, peraltro, è appena stata rinnovata: il nuovo Decreto CAM Edilizia (D.M. 24 novembre 2025), in vigore dal 2 febbraio 2026, ha sostituito il precedente D.M. 256/2022 allineando i criteri al Codice dei contratti e al Regolamento europeo sui prodotti da costruzione. Il decreto distingue criteri obbligatori, che fissano la soglia minima di accesso, e criteri premianti, che attribuiscono punteggio alle soluzioni più virtuose: ed è su questi ultimi che si gioca la competizione.

Il Green Public Procurement è il secondo strumento: la strategia con cui la Pubblica Amministrazione orienta i propri acquisti verso soluzioni a minore impatto, anche premiando in sede di gara le offerte più sostenibili. Il nuovo decreto rafforza proprio questa logica, incentivando con punteggi premiali l'analisi del ciclo di vita (LCA) e del costo del ciclo di vita (LCC) secondo gli standard EN 15978 ed EN 15804, e valorizzando l'integrazione con il BIM e il possesso di competenze certificate. In molte procedure, dunque, la sostenibilità non è solo una soglia da superare, ma un elemento che concorre in modo decisivo al punteggio dell'offerta tecnica.

La conseguenza per imprese e professionisti è diretta. Non basta più conoscere la normativa in astratto: occorre saper dimostrare, con dati e soluzioni concrete, la sostenibilità del proprio operato. È qui che una preparazione specifica fa la differenza tra un'offerta che si limita a rispettare i requisiti minimi e una che li usa come leva competitiva. Il quadro, inoltre, è in continua evoluzione: la stessa direttiva 2014/24/UE è oggetto di una proposta di revisione della Commissione europea che rafforzerà ulteriormente il peso dei criteri ambientali negli appalti.

Cosa significa gestire un Cantiere a basso impatto

Tradurre questi princìpi in pratica di cantiere è il vero banco di prova. Un cantiere a emissioni ridotte — o, negli obiettivi più avanzati, a emissioni neutre o zero — richiede un ripensamento di scelte che tradizionalmente venivano fatte senza considerare la variabile ambientale.

Il punto di partenza è l'analisi del ciclo di vita (LCA), che valuta l'impatto di materiali e lavorazioni lungo l'intera esistenza dell'opera, e non solo nella fase costruttiva. Da lì discendono le scelte operative: la selezione di materiali sostenibili, la corretta gestione dei rifiuti e delle acque in cantiere, l'impiego di macchinari elettrici al posto dei mezzi tradizionali, i sistemi di monitoraggio dei consumi e delle emissioni secondo le migliori pratiche internazionali. A questo si affiancano gli standard e le certificazioni ambientali — dalla ISO 14001 ai protocolli come BREEAM — che attestano formalmente la qualità del processo.

Sono competenze che uniscono la dimensione tecnica a quella gestionale e che, non a caso, si intrecciano con la sicurezza sul lavoro e con il ruolo delle figure HSE. Gestire un cantiere green significa coordinare tutti questi elementi in un sistema coerente, capace di reggere alle verifiche della committenza e di produrre le evidenze documentali che le gare richiedono.

Un esempio chiarisce la posta in gioco. Due imprese possono presentarsi alla stessa gara entrambe in regola con i requisiti minimi; ma quella che sa documentare un piano di gestione dei rifiuti più efficiente, l'uso di mezzi a basse emissioni o materiali con una migliore prestazione nel ciclo di vita ottiene un punteggio tecnico superiore, e spesso è questo margine a decidere l'aggiudicazione. La sostenibilità, in altre parole, non è un costo da sostenere per adeguarsi, ma un terreno su cui costruire un vantaggio misurabile in punti di offerta.

Il Corso Cantiere Zero di Dirextra: Struttura e Docenza

Il Corso Cantiere Zero – Green Public Procurement e Cantieri a Emissioni Zero è costruito proprio per colmare la distanza tra la norma e la pratica. Ha una durata di 12 ore, fruibili in videoconferenza live sincrona oppure in videoregistrazione, accessibile per tre mesi dall'attivazione: una formula che consente di iniziare subito, senza attendere la prossima edizione in aula.

Il programma si articola in tre moduli che ricalcano il percorso logico appena descritto. Il primo è dedicato all'aggiornamento normativo — Green Deal, Fit for 55, CAM, GPP e direttiva appalti. Il secondo entra nella gestione sostenibile del cantiere, con casi studio di cantieri a emissioni neutre e zero, analisi del ciclo di vita e certificazioni ambientali. Il terzo affronta innovazione e digitalizzazione, dalle tecnologie smart ai materiali sostenibili fino agli strumenti operativi per implementare gli appalti verdi.

A dare al percorso un taglio concreto è la docenza. Il corso è tenuto dall'Ing. Miriam Semeraro, esperta in sostenibilità, sicurezza e cantieri a emissioni zero, con oltre dieci anni di esperienza nella gestione di grandi opere infrastrutturali — ferroviarie, aeroportuali e urbane — in Italia e in Norvegia, maturata in aziende come Ghella e Condotte d'Acqua. Una competenza costruita sul campo, sull'applicazione integrata di normative ambientali, strategie di decarbonizzazione e tecniche per cantieri a impatto zero, che si traduce in aula in casi pratici reali e strumenti immediatamente utilizzabili.

A chi si rivolge il Corso e perché conviene farlo ora

Il corso parla a una platea ampia, unita dal fatto di operare su opere in cui la variabile ambientale è ormai determinante: imprese di costruzioni, consulenti ambientali e specialisti in sostenibilità, ingegneri, architetti, geometri e tecnici di cantiere, ma anche RUP, dirigenti e funzionari delle stazioni appaltanti, operatori economici della Pubblica Amministrazione e professionisti legali del settore appalti. Due prospettive complementari: chi partecipa alle gare impara a costruire offerte più competitive, chi le bandisce impara a redigere e valutare correttamente i requisiti ambientali.

Al termine viene rilasciato l'attestato di qualifica "Mini Master Cantiere Zero", riconosciuto nel settore delle opere pubbliche. Con un costo di 400 euro, esente IVA, il percorso resta accessibile anche ai liberi professionisti, ed è acquistabile dalle Pubbliche Amministrazioni tramite MEPA (ID articolo 48799733, Dirextra Ltd), un dettaglio non secondario per gli enti che devono formare il proprio personale seguendo le procedure d'acquisto pubbliche.

La spinta verso la decarbonizzazione del settore non è una tendenza passeggera, ma la direzione ormai stabile della normativa italiana ed europea — come conferma l'entrata in vigore, dal 2 febbraio 2026, del nuovo Decreto CAM Edilizia, che porta al centro proprio le competenze su LCA, gestione sostenibile del cantiere e digitalizzazione. Chi acquisisce oggi queste competenze non si limita a mettersi in regola: si posiziona in vantaggio in un mercato in cui, sempre più spesso, la sostenibilità decide chi vince. Per informazioni sul corso e sulle modalità di iscrizione puoi scrivere a master@dirextra.com o chiamare il Numero Verde gratuito 800 821 796.

Approfondimenti:

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