Nuovo Ddl Architettura: Obiettivi e Dibattiti

Negli ultimi mesi il settore delle costruzioni sta seguendo con grande attenzione il dibattito parlamentare sul cosiddetto Ddl Architettura, un progetto normativo che mira a promuovere la qualità architettonica e urbana nel nostro Paese. L’attenzione si concentra sui Disegni di Legge AS 1112 e AS 1711, presentati nel 2024 e attualmente oggetto di analisi e audizioni presso la 7ª Commissione del Senato (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica).
Secondo il Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, una legge dedicata all’architettura è oggi indispensabile per garantire qualità nello sviluppo urbano. Come ha dichiarato il presidente Massimo Crusi: “L’architettura di qualità è un diritto dei cittadini… non è una norma a favore degli architetti, ma una necessità per l’intera società”.
Secondo il CNAPPC, l’Italia è infatti uno dei pochi Paesi europei a non avere ancora una legge quadro sull’architettura, nonostante il ruolo strategico che il progetto svolge nella qualità dell’ambiente costruito, nella vita delle comunità e nello sviluppo del territorio.
In questa continua evoluzione normativa, anche il mondo della formazione tecnica è chiamato a rimanere costantemente aggiornato. Realtà come la nostra Dirextra Alta Formazione monitorano con attenzione i cambiamenti legislativi per adeguare le proprie proposte formative e offrire ai professionisti del settore conoscenze aggiornate e strumenti operativi coerenti con il quadro normativo.
Poiché l’iter parlamentare è ancora in corso, seguiremo i prossimi sviluppi del dibattito per comprendere quale forma assumerà la futura legge sull’architettura e quali effetti potrà avere sull’intero settore delle costruzioni.
Ddl Architettura: obiettivi e Disegni di Legge presentati
Come anticipato dal comunicato stampa pubblicato sul sito CNAPPC, i Disegni di Legge AS 1112 e AS 1711 rappresentano due proposte normative finalizzate a introdurre in Italia una legge quadro sulla qualità dell’architettura e del progetto. Entrambi i testi nascono con l’obiettivo di colmare un vuoto legislativo e di riconoscere il valore pubblico dell’architettura nel processo di sviluppo urbano e territoriale.
In termini generali, i due disegni di legge mirano a:
-
Promuovere la qualità architettonica e urbanistica delle opere pubbliche;
-
Valorizzare il progetto come elemento centrale della trasformazione del territorio;
-
Rafforzare politiche di rigenerazione urbana e qualità dello spazio costruito;
-
Migliorare il benessere sociale attraverso la qualità dell’ambiente urbano.
Uno dei principi cardine dei provvedimenti è il riconoscimento dell’architettura come interesse pubblico, capace di influenzare direttamente la qualità della vita nelle città e nelle comunità.
Tra i temi più discussi dei due disegni di legge emergono alcune questioni importanti:
-
Il concorso di progettazione: entrambi i testi attribuiscono un ruolo importante ai concorsi di progettazione come strumento per selezionare le migliori soluzioni progettuali, privilegiando la qualità del progetto rispetto ad altri criteri.
-
Governance e politiche nazionali sull’architettura: Le proposte prevedono l’introduzione di strumenti di coordinamento nazionale per promuovere politiche sulla qualità architettonica e urbana.
-
Promozione culturale dell’architettura: La legge mira anche a valorizzare l’architettura come patrimonio culturale e strumento di sviluppo sostenibile.
Nonostante alcuni punti in comune, i due testi presentano delle differenze in relazione al Codice Appalti ed è per questa ragione che cresce il dibattito tra professionisti, istituzioni e operatori del settore delle costruzioni.
La posizione degli Ingegneri sul Ddl Architettura
Nel corso delle audizioni parlamentari sui disegni di legge, anche il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha espresso la propria posizione presso la 7ª Commissione del Senato, sottolineando l’importanza di un approccio multidisciplinare alla progettazione.
Il CNI ha riconosciuto le finalità positive dei provvedimenti, orientati a promuovere la qualità dell’architettura e la rigenerazione urbana. Tuttavia ha evidenziato alcune criticità legate all’impostazione dei testi normativi.
In particolare, gli ingegneri hanno sottolineato che il progetto architettonico e urbano non può essere ricondotto a una sola professione. La qualità delle opere nasce infatti dall’integrazione tra competenze diverse. Come ha dichiarato il presidente del CNI Angelo Domenico Perrini: “La qualità del progetto deriva dalla collaborazione tra architettura, ingegneria e altre competenze tecniche”.
Tra le principali osservazioni presentate dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri figurano:
-
La necessità di rafforzare il principio della multidisciplinarità nella progettazione delle opere pubbliche;
-
Il rischio di attribuire eccessiva centralità a una sola figura professionale;
-
L’importanza di coordinare la futura legge con il Codice Appalti.
Il CNI ha inoltre evidenziato alcune criticità operative relative alla governance prevista dal Ddl. In particolare, nel testo del DDL AS 1711 si ipotizza una regia affidata al Ministero della Cultura, ma secondo gli ingegneri sarebbe opportuno un coordinamento più stretto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, responsabile delle politiche sulle opere pubbliche.
Tra le proposte avanzate vi è anche quella di valorizzare il concorso di progettazione senza renderlo necessariamente lo strumento esclusivo per tutte le opere pubbliche, poiché procedure troppo rigide potrebbero rallentare l’attività delle stazioni appaltanti.
La posizione dell’INU e le possibili implicazioni per il settore delle costruzioni
Nel dibattito sul Ddl Architettura è intervenuto anche l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), che ha partecipato alle audizioni parlamentari portando il punto di vista della pianificazione urbanistica e territoriale.
Secondo l’INU, una legge dedicata alla qualità dell’architettura e dello spazio urbano potrebbe rappresentare un passo importante per migliorare la progettazione delle città e affrontare in modo più efficace le sfide della trasformazione urbana.
L’Istituto ha sottolineato come l’architettura e l’urbanistica non possano essere considerate ambiti separati: la qualità del progetto dipende infatti dalla capacità di integrare pianificazione territoriale, sostenibilità ambientale e progettazione degli spazi pubblici.
Tra i temi evidenziati nel confronto parlamentare emergono:
-
La necessità di integrare architettura, urbanistica e pianificazione territoriale;
-
Il ruolo delle politiche pubbliche nella promozione della qualità urbana;
-
L’importanza della rigenerazione urbana per contrastare degrado e consumo di suolo.
Secondo l’INU, il Ddl potrebbe avere implicazioni significative per l’intero settore delle costruzioni. Una normativa orientata alla qualità del progetto potrebbe infatti:
-
Influenzare le modalità di progettazione delle opere pubbliche;
-
Rafforzare il ruolo dei concorsi di progettazione;
-
Promuovere interventi di rigenerazione urbana e riqualificazione del patrimonio edilizio;
-
Favorire una maggiore integrazione tra competenze tecniche e discipline progettuali.
Allo stesso tempo, il confronto parlamentare sta mettendo in luce la necessità di trovare un equilibrio tra qualità architettonica, efficienza amministrativa e sostenibilità economica degli interventi.
Per questo motivo il dibattito sui Disegni di Legge AS 1112 e AS 1711 continua ad essere seguito con grande attenzione da professionisti, amministrazioni pubbliche e imprese del settore delle costruzioni, consapevoli che le scelte normative future potranno influenzare in modo significativo il modo di progettare e realizzare le opere nel nostro Paese.
Approfondimenti:
Lascia un commento