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Corso di Intelligenza Artificiale per l'Edilizia

Corso di Intelligenza Artificiale per l'Edilizia

Numerosi professionisti e tecnici che operano in cantiere sono alla ricerca di un corso di Intelligenza Artificiale per l’Edilizia che sia in grado di fornire un primo approccio pratico e utile all’utilizzo di uno strumento tanto innovativo. Sempre più realtà del settore sentono l’esigenza di integrare queste competenze per restare al passo con una trasformazione digitale che sta ridefinendo modalità operative, qualità dei risultati e gestione del tempo.

Proprio per rispondere a questa esigenza, Dirextra Alta Formazione ha dato vita al corso omonimo applicato alla metodologia BIM, tecnologia ormai considerata indispensabile nella progettazione, nella predizione e nel collaudo delle costruzioni, grazie alla possibilità di lavorare in un ambiente tridimensionale strutturato e condiviso.

Applicare l’Intelligenza Artificiale al BIM o all’edilizia in generale significa potenziare il proprio lavoro, gestire con maggiore efficienza progetti complessi, ridurre i margini di errore e limitare sprechi di tempo e risorse. È un aiuto concreto per migliorare la precisione e alleggerire attività ripetitive o particolarmente gravose, rendendo l’intero processo più snello e affidabile.

Non si tratta di sostituire la competenza e la qualità del lavoro umano, ma piuttosto di affiancarle strumenti capaci di aumentare produttività e risultati, come abbiamo già approfondito nel precedente articolo dedicato all’Intelligenza Artificiale negli uffici tecnici. Che tu sia Ingegnere, Architetto, Geometra, RUP o Esperto BIM, in questo articolo ti presenteremo il nuovo percorso formativo Dirextra e i vantaggi previsti.

Obbligo di strumenti digitali secondo il Codice Appalti

Il D.Lgs. 36/2023 introduce una vera e propria trasformazione digitale nel modo di gestire gli appalti pubblici: la parte II del Codice (che comprende gli articoli dal 19 al 36) è interamente dedicata alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti. A partire dal 1° gennaio 2025, le stazioni appaltanti devono utilizzare piattaforme di e-procurement informatiche certificate, interoperabili e conformi ai requisiti tecnici stabiliti dall’AgID, che consentono la gestione digitale integrale di tutte le fasi di un progetto, dalla pubblicazione del bando all’aggiudicazione, dalla gestione del contratto fino al collaudo.

Dal 2025 entra in vigore un obbligo ancora più stringente per il settore delle costruzioni: come sancito dall’art. 43 del Codice, per gli appalti pubblici di lavori che superano determinate soglie economiche (tipicamente lavori “importanti” e complessi) è obbligatorio ricorrere a metodi di gestione informativa digitale delle costruzioni (GID/BIM). In questo modo progettazione, esecuzione e gestione delle opere diventano tracciabili, integrate e trasparenti dalla fase iniziale alla consegna finale.

Questo regime digitale vale per la committenza pubblica: ogni documento, offerta, verifica e atto contrattuale deve transitare attraverso canali informatici ufficiali. Ciò aumenta l’efficienza, la trasparenza e riduce tempi e burocrazia. In caso di gare finanziate con fondi pubblici, l’intero ciclo (dal bando al collaudo) può essere gestito digitalmente, riducendo margini di errore e semplificando controlli e tracciabilità. 

Al contrario, nell’edilizia privata questo obbligo non sussiste: il ricorso al BIM o piattaforme digitali resta in gran parte volontario e dipende dalle scelte del committente o dell’impresa. La normativa sugli appalti pubblici non impone cambiamenti nella sfera privata, che continua a regolarsi secondo il Codice civile e le normative generali. 

Corso di Intelligenza Artificiale per l’Edilizia di Dirextra

Il mini corso sull’Intelligenza Artificiale applicata al settore delle costruzioni offre una panoramica essenziale su come le tecnologie digitali stiano cambiando progettazione, realizzazione e gestione delle opere. In 1,5 ore introduce i principi fondamentali del BIM e dell’IA, fornendo un quadro chiaro e aggiornato delle innovazioni oggi in circolazione. Non è un percorso tecnico né operativo: l’obiettivo è orientare i partecipanti, mostrando logiche, potenzialità e limiti degli strumenti emergenti.

Partendo dai concetti base dell’IA e dal funzionamento del BIM, il programma illustra come soluzioni come design generativo, visione artificiale, modelli predittivi e processi Scan-to-BIM stiano entrando nella pratica professionale. Ampio spazio è dedicato ai trend in evoluzione: automazione delle attività di modellazione, uso del Digital Twin, applicazioni AR/VR e rapporto tra digitalizzazione, sostenibilità e gestione del fine vita dell’opera. Il corso tocca anche temi critici come la qualità dei dati, le implicazioni etiche e le questioni legate alla privacy.

La parte finale approfondisce l’impatto dell’IA nel settore delle costruzioni: dalla pianificazione dei lavori all’ottimizzazione dei processi, fino alle soluzioni robotiche e ai sistemi che migliorano efficienza, controllo e capacità decisionale in cantiere.

Il corso è pensato per progettisti, imprese, tecnici, funzionari pubblici e professionisti che desiderano comprendere rapidamente le direzioni del settore, senza affrontare formazioni avanzate dedicate ai profili BIM Specialist, BIM Coordinator o BIM Manager. È disponibile in videoregistrazione e tenuto dall’Ing. Giuseppe Lia, BIM Manager con esperienza internazionale nelle grandi opere e docente storico dei percorsi Dirextra.

Intelligenza Artificiale ed Edilizia: vantaggi e rischi etici

L’introduzione dell’IA nell’edilizia può rappresentare un vero salto di qualità: grazie a strumenti come il design generativo, i modelli predittivi, la visione artificiale e l’analisi dei dati, si possono ottimizzare tempi, risorse e processi.

L’IA consente di prevedere criticità strutturali, simulare scenari, pianificare le fasi operative, migliorare la sicurezza in cantiere, riducendo errori, sprechi, tempo e costi. In altre parole, dove la mente umana arriva con fatica o lentezza, l’IA può alleggerire il carico di lavoro, aiutare nella gestione dei dati complessi e liberare il tecnico da compiti ripetitivi, lasciando a lui la parte creativa, decisionale e qualitativa. In un settore dove precisione e coordinazione sono fondamentali, l’IA si pone come strumento di potenziamento della qualità del lavoro.

Detto ciò, l’uso dell’IA porta con sé rischi reali se non accompagnato da responsabilità e regole. Uno studio recente pubblicato dalla Cornell University analizza l’etica dell’IA e della robotica nel settore costruzioni, mettendo in evidenza problemi come la privazione del lavoro umano, la dipendenza da dati potenzialmente incompleti o distorti, la mancanza di trasparenza nelle scelte algoritmiche, problemi di privacy e sicurezza dei dati, oltre ad un possibile deterioramento della responsabilità professionale. 

A tal proposito, la Legge 132/2025 fa da protezione: sancisce che l’IA debba essere usata con trasparenza, in modo sicuro e rispettoso della dignità umana, senza discriminazioni, e che ogni impiego vada comunicato a lavoratori e utenti. In questo modo, l’IA resta strumento di supporto, non sostituto della competenza umana e garantisce che responsabilità, diritti e controllo restino saldi nelle mani delle persone.

In sostanza, l’IA può davvero migliorare l’edilizia, aumentare efficienza e qualità, ma deve essere gestita correttamente con etica, formazione e consapevolezza, per evitare che i rischi superino i benefici.

Approfondimenti:

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